Economia e lavoro - 27 febbraio 2025, 13:30

Il Pd apre i circoli per aiutare i piemontesi a prenotare le visite mediche: "Nei tempi impegnativa con percorso tutela"

Attivando questa misura l'Asl è tenuta a trovare un posto nel pubblico oppure nel privato convenzionato, ma senza costi aggiuntivi rispetto al ticket

Il Pd Piemonte apre i circoli nei capoluoghi per aiutare i cittadini a prenotare le visite mediche

Da Torino fino ad Asti, Cuneo e Biella, il Partito Democratico Piemonte apre i circoli nei capoluoghi per aiutare i cittadini a prenotare le visite mediche. L'iniziativa, che partirà per la fine di marzo e durerà fino a giugno, è il secondo step della campagna lanciata dai dem per la riduzione delle liste d'attesa. 

Tempi lunghi e rinunce

Nella nostra regione infatti i piemontesi spesso non trovano posto per gli esami, oppure sono costretti ad attendere tempi lunghissimi o a spostarsi a centinaia di chilometri da casa. Chi non può attendere, ricorre al privato oppure rinuncia alla cure.

Come funziona 

Questo perché è poco conosciuta la possibilità introdotta dal Decreto Legge n.124 del 1998 (convertito anche nella legge 107/2024), regolamentato dalla Regione Piemonte con due circolari del 2024. Se un cittadino, in possesso di una ricetta medica, non è riuscito a prenotare una visita nei tempi indicati (priorità B entro 10 giorni; priorità D visite entro 30 giorni/esami 60 giorni; priorità P entro 120 giorni) può presentare richiesta per accedere al percorso di tutela. 

Attivando questa misura l'Asl è tenuta a trovare un posto nel pubblico - guardando appunto se si è liberato uno spazio in seguito ad annullamento di un altro paziente o è stato creato un nuovo slot orario per la visita - oppure nel privato convenzionato, ma senza costi aggiuntivi per il cittadino rispetto al tradizionale ticket. 

I numeri 

A chiarire però quanto questa possibilità sia poco conosciuta sono i numeri. Nel 2024 l'hanno usata appena 4.161 piemontesi. "In Piemonte il Cup non lo dice e la Regione complica il percorso" ha chiosato il Segretario Regionale Domenico Rossi, che ha poi aggiunto: "Lanciamo una campagna social e coi banchetti nelle piazze per informare i piemontesi che esiste questo percorso di tutela". 

"Come partito - ha aggiunto - vogliamo essere vicino ai cittadini. A partire dai capoluoghi vogliamo dare via alla sperimentazione, aprendo i circoli alle persone in difficoltà e dicendo: venite qui in sede, facciamo insieme la pratica".

I commenti 

Ad indicare la strada per semplificare l'accesso alle visite mediche, come ha spiegato il vicepresidente della commissione Sanità Daniele Valle, è l'Umbria che in soli "tre mesi ha implementato la sua app per le prenotazioni: ora entrando con Spid si trovano già caricate le ricette emesse dal medico di famiglia, c'è solo da scegliere giorno e ora, e si può pagare il ticket direttamente sulla app". "Oggi - ha aggiunto Valentina Paris, componente della segreteria regionale del Pd con delega alla Salute - poter restituire ai cittadini il diritto a curarsi in tempo è essenziale". 

A fargli eco il Segretario Metropolitano Marcello Mazzù: "Per il Pd il tema della salute è prioritario: i pazienti oggi hanno un atteggiamento di rassegnazione. C'è il ricorso al pagamento di prestazioni, ad esempio una colonscopia, che una volta non era pensabile pagare". 

"I piemontesi non possono più stare a guardare di fronte all'immobilismo del presidente Cirio. Il percorso di tutela è una risposta concreta alle liste d'attesa che le nostre Asl potrebbero già mettere in campo" hanno concluso la capogruppo regionale Gianna Pentenero e la consigliera Nadia Conticelli.